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Anche gli autobus ci aiutano a capire il mercato dei mutui

Tra la fine dell’ anno scorso e i primi mesi di quest’anno le banche stanno registrando una ripresa delle richieste di mutui casa da parte dei clienti privati e, negli ultimi due mesi, stanno anche aumentando le erogazioni di nuovi mutui da parte delle banche, rispetto allo stesso periodo dell’ anno scorso.

Ce lo dicono i principali indicatori statistici che normalmente misurano il mercato creditizio, lo vediamo anche nella vita di tutti i giorni dalle pubblicità che qui e là vengono proposte dai più diversi istituti bancari, ultimamente anche da quelli che, per tradizione, non si sono mai interessati ai mutui casa.

E allora, facendo una passeggiata in giro Leggi il resto di questa voce

Il Co-Working e l’Immobiliare – Fabio Burlando

deskmag-coworking-3342L’isolamento sociale prodotto dalla tecnologia e dai social networks ci ha portato ad essere sempre più isolatamente vicini. Siamo sempre connessi, siamo sempre in contatto, ma virtualmente.
Abbiamo in questi anni ritrovato vecchi amici, compagni di scuola ormai dimenticati, abbiamo anche allacciato nuove sinergie con colleghi professionisti diversi da noi, con i quali abbiamo condiviso idee, punti di vista, emozioni e opinioni.

Si è creata una socialità virtuale che ci ha però causato un grave carenza di contatto umano vero.

Non ci respiriamo più, non ci tocchiamo, non ci guardiamo più nelle palle degli occhi, non condividiamo più gomito a gomito.

Poi è arrivata la crisi globale e ci troviamo a dover ripartire dal basso, a riorganizzarci, a dover trovare la capacità di riunire le forze, le esperienze, le competenze eterogenee per sviluppare progetti condivisi.
Allo stesso tempo la carenza di risorse, l’impossibilità di trovare sostegno finanziario ha messo a dura prova la sopravvivenza sia delle grandi che delle medie imprese, come dei piccoli imprenditori.
Per non parlare dei giovani, nuovi nel campo del lavoro, che si trovano dopo anni di studio una società che non li recepisce.

Ma che centra tutto questo col titolo dell’articolo?
Come il coworking può essere una opportunità per chi vive di mondo immobiliare?
Mannaggia se c’entra! Scusate..

Il coworking nasce negli Stati uniti una decina di anni fa e si sviluppa in Italia intorno al 2008.
Free-lance, lavoratori nomadi, professionisti senza mezzi bisognosi di uno spazio attrezzato dove trovare e usare infrastrutture per la propria attività, trovarono il loro ideale habitat in questi luoghi minimalisti, arredati con scrivanie distribuite disordinatamente in locali open-space. Sovente si tratta di capannoni industriali dismessi, piuttosto che grandi uffici di grandi aziende delocalizzate.
I centri coworking hanno trovato, in origine, “il loro perché” in una economia di scala che ha permesso ai cowo-managers di contenere i costi di gestione degli spazi.
Allo stesso tempo i frequentatori, i cosiddetti coworkers, hanno trovato un luogo attrezzato da usare e da pagare solo quando effettivamente serve loro. Un sistema basato sulla totale elasticità e sul contenimento dei costi di utilizzo.
Con l’uso promiscuo degli spazi è cominciato ad accadere che professionisti con competenze diverse si sono trovati a lavorare fianco a fianco; hanno iniziato a confrontarsi, a parlarsi ed a comprendere che c’era la possibilità di sviluppare progetti condivisi.
Ed ecco che il valore aggiunto degli spazi di coworking è diventato la sinergia.

Da esperienze isolate si è passato, anche per il coworking, a sviluppi di rete: THE HUB (qui l’esempio di Milano) è diffuso in tutto il mondo e si riconosce per le sue prerogative in ambito sociale.
In Italia possiamo vantarci di avere TAG, acronimo di Talent Garden, il giardino dei talenti: nata dalla felice intuizione di Davide Dattoli (sua intervista su YOUTUBE dove esprime tanti concetti qui da me ribaditi), un giovanissimo bresciano che dal soggiorno di casa sua è passato a riunire i suoi amici “smanettoni” prima in un locale open-space nella sua città, poi a creare una rete diffusa di una decina di centri in tutta Italia.
Proprio oggi, 18 novembre 2013, Genova inaugura il suo TAG: non più tardi di una settimana fa niente meno che NEW YORK ha accolto questa felice realtà e nascerà lì il primo coworking italiano esportato. TAG è una realtà specificamente dedicata alle start up digitali.

Vivendo di Real Estate da quasi 30 anni, essendo cowo-manager dal 2009 nella rete COWORKING PROJECT,

penso che anche il mondo immobiliare dovrebbe implementare questo modello di business.
La mia esperienza di coworking nasce quattro anni fa quando mi ritrovai gli spazi della mia azienda parzialmente inutilizzati perché l’organico in poco tempo si ridusse.

Il bivio che mi trovai davanti fu:

Fabio Burlando

Fabio Burlando

– reintegro l’organico;
– sposto l’azienda in locali adatti alle nuove e ridotte esigenze;
– utilizzo la struttura esistente in modo differente.
Procedetti per questa terza e ultima opzione con il metodo coworking senza pormi il vincolo di accogliere soltanto professionisti collaterali alla mia attività.
E senza cercarlo… ho provato cosa significa serendipity: fare scoperte piacevoli per puro caso, assistere a come possano accadere opportunità inaspettate.

Con i cowokers ospitati sono nate in questi anni alcune esperienze collaborative.

Si sa… la necessità aguzza l’ingenio. E se la crisi ci attanaglia dobbiamo trovare soluzioni per reagire.
Dobbiamo guardarci attorno, collaborare, trovare sinergie; non soltanto tra noi, ma anche con quelle professionalità diverse e lontane dalla nostra.

Ho partecipato allo start-up weekend di Genova lo scorso settembre, negli spazi del nascente TAG: mi sono trovato in mezzo a un centinaio di giovani e meno giovani, ognuno con una propria idea da sviluppare, ognuna diversa dalle altre e non per forza in ambito digitale. Dopo una prima selezione 10 idee sono state scelte e gli intervenuti si sono riuniti in gruppi: tutte persone tra loro sconosciute fino a quel giorno, che riunite intorno a 10 tavoli in 2 giornate intensissime hanno sviluppato cose impensabili.
Non avete idea dell’entusiasmo, dell’eccitazione, del desiderio di lavorare insieme per crescere che si respira!
E questo non sarebbe possibile se non ci fosse eterogeneità di vedute e di esperienze, di studio e di professione.
E’ stata per me una esperienza fantastica; che mi ha aperto gli occhi e mi ha fatto pensare quanto sarebbe meraviglioso organizzare uno startup weekend immobiliare!

Il mondo del Real Estate ha ancora enormi spazi di crescita.
Altro che mercato morto e saturo!
Quasi il 60% del venduto immobiliare non viene mediato!
La collaborazione da noi è ancora quasi tabù.
Condividere una vendita con un collega viene detto in gergo “fare la mezza”, mentre negli USA la vendita “chiusa” dal mediatore che procura l’immobile e pure il suo acquirente viene detta “fare la doppia” a significare quanto è assolutamente normale concludere un affare in condivisione con altri agenti immobiliari.
Questo triste raffronto è sicuramente specchio di un malvagio limite culturale tutta italiano che nasce da quella carenza di comunicazione che lo spirito di condivisione….

L’aria che si respira nei centri coworking non può che essere di aiuto per abbattere quelle barriere individualistiche che fanno da freno a mano tirato, non soltanto per la nostra attività ma anche per la nostra maturità sociale. 

Fabio Burlando

Acropoli Immobiliare

Un Patrimonio Edilizio Ecosostenibile

immobile ecosostenibileIl patrimonio edilizio italiano diventa sempre più ecosostenibile. Nel 2010 grazie alla maggior attenzione nei confronti dell’ambiente e alle Direttive Europee, è aumentato l’uso da parte degli italiani delle detrazioni fiscali del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici.

Un patrimonio edilizio più attento all’ambiente e più pulito

In Italia, un numero crescente di persone ha deciso di usufruire degli incentivi statali riservati agli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Negli ultimi anni questo fenomeno ha conosciuto una progressiva diffusione, dovuta all’aumentata sensibilità degli italiani sui temi dell’eco-sostenibilità e del rispetto dell’ambiente e al bisogno delle famiglie di risparmiare a livello energetico in casa.

Le case italiane diventano così sempre più eco-compatibili e influiscono sulle quotazioni del mercato immobiliare. Ciò è dovuto anche dalle direttive provenienti dall’Unione Europea riguardo la riqualificazione energetica e ambientale delle abitazioni e dalle nuove norme previste dalla legislazione italiana in materia di bioedilizia.

A testimoniare questa crescente diffusione delle detrazioni fiscali del 55% sono i dati dell’ENEA, l’ente nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. La detrazione è stata introdotta dallo Stato nel 2007, anno in cui le documentazioni inviate ammontavano a circa a 106.000, per poi salire intorno a  240.000 tra il 2008 e il 2009, fino ad arrivare nel 2010 a  405.600 di richieste giungendo a un risparmio energetico superiore a 2.000 Gwh/anno.

Tra gli interventi di riqualificazione energetica quelli più diffusi tra gli italiani sono stati: la sostituzione degli infissi, l’introduzione di caldaie a condensazione e l’installazione di pannelli solari-termici. A seguire le pompe di calore, le caldaie a biomasse, le strutture opache e gli impianti geotermici che hanno comportato assieme il 5% degli interventi totali.

A presentare il maggior numero di documentazioni per ricevere la detrazione fiscale sono state le regioni di Lombardia, Piemonte e Veneto rispettivamente con il 21,7%, il 13,7% e il 12,9% delle richieste inviate totali. Se invece prendiamo in considerazione come parametro la popolazione residente, le regioni che hanno usufruito in maggior numero degli inventivi statali sono state Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Piemonte rispettivamente con il 14,1, 13,8 e 12,5 di documentazioni inviate ogni 1.000 abitanti, contro una media italiana di 6,7.

Ufficio Stampa Europa Group Real Estate – compravendite a Bibione e Lignano.

http://www.europare.com

Fonte: Rapporto sulle detrazioni fiscali del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente 2010. ENEA
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