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Il mercato immobiliare USA

Disintermediazione del mercato del credito e “bolla del credito”

Negli ultimi anni il mercato immobiliare statunitense ha vissuto una profonda crisi.
A trasformare il “boom” di questo mercato in quella che è stata chiamata “bolla del credito” è stata la disintermediazione del mercato del credito.

Secondo l’ex governatore della Federal Reserve Alan Greenspan, la “bolla immobiliare” era già presente tra il 2001 e il 2005, in più di 20 nazioni, accomunate dal fatto che i tassi di interesse erano scesi contemporaneamente. Negli Stati Uniti questa situazione è stata esacerbata dal larghissimo uso che si è fatto della cartolarizzazione dei mutui (soprattutto di quelli subprime).

Stando alle analisi degli esperti, il crac immobiliare che ha fatto seguito dello scoppio della bolla dei mutui subprime ha distrutto tanto di quel valore e di quella ricchezza che ci vorranno 20 anni prima che quanto perso possa essere recuperato. Negli ultimi 5 anni negli Stati Uniti si stima che la crisi immobiliare abbia bruciato ricchezza per ben seimila miliardi di dollari.

Nei mesi scorsi, il settore è stato parzialmente rivitalizzato dagli incentivi statali che ne hanno ampiamente influenzato le dinamiche di mercato. Questi prevedevano un incentivo di 8000 dollari per chi acquistasse una casa per la prima volta e uno di 6500 per chi invece fosse già in possesso di altre abitazioni. In vigore dall’inizio del 2009, questo contributo è scaduto il 30 aprile 2010.

E’ stata invece prevista un’estensione per coloro che stanno svolgendo o hanno svolto attività per il governo fuori dal territorio statunitense per un minimo di 90 giorni. A coloro che hanno già sottoscritto un contratto entro il 30 aprile 2010, è stato dato tempo fino al 30 giugno 2010 per completare l’acquisizione. Pertanto, a partire da quella data  possibile apprezzare a pieno gli effetti della crisi.

Fonte: BorsaItaliana.it

http://www.borsaitaliana.it/notizie/sotto-la-lente/mercato-immobiliare-usa123.htm

Immobili: S&P, in Europa in arrivo nuova caduta dei prezzi

Roma, 1 giu – In Europa la crisi del settore immobiliare non e’ ancora finita, lo scrive Standard & Poor’s in un rapporto dedicato a questo settore. ”I prezzi degli immobili restano sopra i livelli del 2005, eccezion fatta per l’Irlanda. Una situazione che suggerisce come una piena correzione degli squilibri del settore non sia ancora conclusa. Se e’ cosi’, allora pensiamo che i prezzi registreranno una seconda caduta quest’anno e all’inizio del 2011”, scrivono gli economisti dell’agenzia di rating.

Il mercato tedesco resta quello piu’ sottovalutato, quello francese il piu’ sopravvalutato. Quello spagnolo, dove i prezzi degli immobili sono gia’ scesi del 16% dai picchi pre-crisi, e’ destinato ad una ulteriore correzione, considerando anche, che nel 2010, ”l’economia spagnola restera’ in recessione”, spiega il rapporto.

Fonte: Asca.it

http://www.asca.it/news-IMMOBILI__SP__IN_EUROPA_IN_ARRIVO_NUOVA_CADUTA_DEI_PREZZI-920511-ORA-.html

Casa, 2010 al ribasso 250 mila appartamenti nuovi e invenduti

La stretta delle banche sui mutui blocca gli acquisti

E’ sempre più complesso formulare previsioni sugli andamenti di prezzi e compravendite del mercato immobiliare italiano residenziale. D’altra parte, seppur come minima consolazione, possiamo considerare che in nessun campo dell’economia e soprattutto della finanza, negli ultimi due anni, sono state fatte previsioni per il medio-lungo periodo quantomeno vicine alla realtà dei fatti. Molto dipenderà dalla congiuntura macroeconomica e soprattutto dall’andamento del mercato del lavoro. Se quest’ultimo dovesse peggiorare, con un aumento della disoccupazione, si potrebbe determinare una maggiore incertezza nelle decisioni di acquisto, soprattutto per coloro che devono ricorrere a un finanziamento. Inoltre se si confermerà l’atteggiamento prudenziale degli istituti di credito nell’erogazione dei mutui anche nel 2010 ci potranno essere delle categorie di potenziali acquirenti che avranno difficoltà nell’acquisto dell’abitazione.

«Il 2009 si chiude con un calo delle compravendite a livello nazionale di oltre il 16% rispetto all’anno precedente, con circa 590 mila scambi. Rispetto alle punte massime del 2005 e 2006 il mercato si è ridotto di circa un terzo», dice Mario Breglia, presidente dell’Istituto di ricerche indipendente Scenari Immobiliari. E non va meglio sul fronte dei prezzi: «Sempre a livello nazionale – continua Breglia – nel 2009 c’è stato un calo medio del 5,7%. Anche qui rispetto al 2007 le quotazioni medie sono calate del 12,5%. Con forti oscillazioni tra le città (dove i cali si sono fermati intorno al 10%) e i piccoli centri, dove le riduzioni sono arrivate almeno al 25%».

A soffrire di più i comuni situati negli hinterland delle grandi città, dove si sono concentrate anche le nuove edificazioni negli ultimi anni. A livello nazionale ci sono circa 250 mila case nuove o in corso di costruzione non ancora vendute. E qui si concentrano le maggiori difficoltà anche per il nuovo anno.

Infatti ad essere assente sul mercato immobiliare è la domanda di medio e basso reddito, che può comprare case sino a 200 mila euro di valore. Ma che possono comprare se hanno un mutuo che arriva almeno all’80% di tale cifra. Purtroppo gli istituti di credito hanno fortemente ridimensionato le erogazioni e raramente si supera il 50% del valore del bene.

Così un’ampia fetta di potenziali acquirenti è in “stand by” sul mercato. Basti pensare, come già accennato, ai lavoratori stranieri immigrati che sono passati dai circa 129 mila acquisti l’anno ai 70 mila del 2009 – e la tendenza è verso un calo ulteriore.

Che cosa accadrà nel 2010? Secondo Scenari Immobiliari è ipotizzabile una lieve risalita degli scambi, di circa il 5% a livello nazionale. Sul fronte dei prezzi il 2010 dovrebbe portare stabilità, anche se sono attesi lievi cali nella prima parte dell’anno e poi una stabilizzazione o lievi incrementi. Nella tabella allegata si vedono le quotazioni medie residenziali nelle principali città italiane alla data attuale, con la variazione riscontrata (sia per valori minimi che massimi) negli ultimi 12 mesi.

La geografia delle zone è molto articolata. Si trovano città che hanno retto piuttosto bene (come Firenze e Venezia) e altre dove la crisi ha colpito di più. A Torino le quotazioni sono calate tra il 4 e il 7%, mentre per il 2010 Scenari Immobiliari si attende una sostanziale stabilità, salvo le zone periferiche dove dovrebbe determinarsi un effetto rimbalzo e quindi un leggero aumento dei valori.

Autrice: Agnese Vigna

Fonte: LaStampa.it

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/economia/grubrica.asp?ID_blog=67&ID_articolo=734&ID_sezione=244&sezione=News

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