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Ibra mette in vendita la sua casa di Cernobbio

L’immobile costa 4,8 milioni di euro e ha un parco di 3.630 metri quadrati


È ufficiale: la villa cernobbiese acquistata da Zlatan Ibrahimovic soltanto qualche anno fa è in vendita. L’annuncio, assieme alla dettagliata descrizione della prestigiosa dimora, campeggia in bella vista sul sito dell’agenzia Engel & Volkers.
Chi fosse interessato alla bella dimora si prepari a sborsare una cifra considerevole, perché il fuoriclasse svedese del Milan chiede 4,8 milioni di euro per cedere l’immobile di via Monte Grappa.
Si tratta, però, di una casa assolutamente degna di un vip qual è il formidabile calciatore rossonero, il quale peraltro non vi ha mai dimorato: 700 metri di superficie abitabile disposti su tre piani, 4 camere da letto con soffitti affrescati, altrettanti bagni, decorazioni di stucco, attico e terrazza con vista lago. Non può mancare, poi, un grande salone al pianterreno, mentre sala da pranzo e cucina sono al primo piano.
A tutto ciò si aggiungono un grande parco (3.630 metri quadrati), la casa dei custodi, il garage e la serra. Il tutto, appunto, in pieno centro a Cernobbio e acquistabile con poco meno di 5 milioni di euro.
Il dettaglio non trascurabile è che la villa, come dice il sindaco della cittadina lariana, Simona Saladini, «è da sistemare».
Dall’agenzia fanno sapere che «è disponibile un progetto dettagliato per la ristrutturazione».
Quando il calciatore acquistò la casa, un paio di anni fa, si pensava che sarebbe stato egli stesso a provvedere a rimodernarla ma, nota il sindaco, «poi non si è più sentito nessuno. E non mi risulta che siano stati fatti lavori». Anche perché nel frattempo il fuoriclasse svedese, acquistato dalla Juventus nel 2004 e poi passato all’Inter nel 2006, si era trasferito al Barcellona, squadra in cui ha giocato la scorsa stagione. Poi, a fine agosto, il clamoroso ritorno in Italia sull’altra sponda del Naviglio, nella squadra più titolata in Europa dopo il Real Madrid.
In attesa di sapere quale sarà – se ci sarà – il vip che prenderà il posto di Zlatan Ibrahimovic in quel di Cernobbio, il sindaco Saladini fa presente che, a causa della crisi, «di fatto si registra un rallentamento negli investimenti di fascia alta». Per la serie: anche i più ricchi, qualche volta, tirano un po’ la cinghia.
In questo periodo, comunque, sembra che «gli stranieri che richiedono maggiormente dimore sul lago di Como siano soprattutto i russi».
Sempre in tema di vip legati al mondo del calcio che si trasferiscono a Como, la nostra provincia è stata scelta anche dal nuovo allenatore dell’Inter, lo spagnolo Rafael Benitez.
Il successore di Mourinho avrebbe acquistato la villa già di proprietà di Hernan Crespo e, a quanto pare, avrebbe iscritto le due figlie all’International School of Como.

Autore: Federico Trombetta

Fonte: CorrierediComo.it

http://www.corrierecomo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=20963&catid=21&Itemid=28

 

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Il Governo si appresta a far pagare l’Ici alla Chiesa

La futura imposta municipale potrebbe abbattersi su ospedali, scuole, alberghi e circoli degli enti ecclesiastici. La novità celata in un comma del decreto sul federalismo fiscale, che potrebbe fruttare 1 miliardo di euro all’anno

Permettere alle amministrazioni locali di fare cassa (altrimenti il federalismo chi lo paga?) e scongiurare la procedura per aiuti di Stato avviata dalla Commissione Ue, che potrebbe implicare il recupero delle tasse fin qui non pagate.
Sarebbero queste le ragioni sottese a un comma al decreto sul federalismo fiscale municipale approvato dal governo lo scorso 4 agosto e ‘mai pubblicizzato’, sostiene Alberto D’Argenio su Repubblica.it.
L’articolo 5 del decreto che introduce l’Imu (imposta unica municipale) cancella infatti le controverse esenzioni accordate alla vecchia Ici. Tra queste, gli esoneri previsti per i soggetti “destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive”. Ovvero ospedali e cliniche legate alla Chiesa,scuole privatealberghi e resort del mondo cattolico e circoli che dal 2014  dovranno operare in regime di concorrenza, versando le stesse tasse imposte agli altri imprenditori privati.
Il testo potrebbe essere ancora modificato, ma se verrà licenziato con questa norma, secondo le stime, verrebbero così recuperati circa 1 miliardo di euro l’anno.

Il Caso
La Commissione Europea ha annunciato di voler aprire un’inchiesta formale sulle esenzioni dall’Iciconcesse dall’Italia allo Stato del Vaticano. Secondo il governo di Bruxelles le esenzioni, favorendo fiscalmente un solo soggetto e i suoi beni immobiliari, sarebbero incompatibili con le norme europee sul libero mercato e la libera concorrenza.
Va detto che il braccio di ferro fiscale tra amministrazione finanziaria italiana ed enti religiosi va avanti da parecchi anni, prima di sbarcare sui tavoli della Corte di giustizia Europea e costringere la Commissione Ue ad aprire un’inchiesta.

La domanda che molti italiani si pongono e alla quale è chiamata a rispondere ora Bruxelles è la seguente: è giusto che gli immobili di istituti ecclesiastici, di qualunque confessione, beneficino di un’esenzione fiscale per il semplice fatto che l’attività non commerciale – quelle di religione e di culto – prevale su quella commerciale (si pensi alla gestione di case di cura, strutture ospedaliere, alberghi, ostelli, case editrici…)?

“L’ente ecclesiastico – si legge su la Voce.info – è considerato, fiscalmente, sempre e comunque non commerciale, in quanto sottratto a quel giudizio di prevalenza dell’attività non commerciale su quella commerciale, contemplata invece per tutti gli altri soggetti”.

E il patrimonio immobiliare della Chiesa è immenso. Il catasto comprenderebbe 100mila fabbricati, anche se è impossibile determinarne con certezza il numero. Il cui valore si aggirerebbe attorno ai 9 miliardi di euro. Facendo l’esempio di Roma, si parla di 500 chiese, 550 tra conventi  e istituti, 250 scuole, 200 case generalizie, 65 case di cura, 50 missioni, 43 collegi, 30 monasteri, 25 case di riposo e ospizi e 18 ospedali.

Bruxelles
inoltre contesta al Vaticano l’esenzione del 50% delle imposte sui redditi (Ires) per le centinaia degli enti ecclesiastici attivi nella sanità e nell’istruzione e chiede la cancellazione dell’articolo 149 (quarto comma) del Testo unico delle imposte (Tuir) che riconosce agli enti ecclesiastici lo status d’ufficio di enti non commerciali.

Fonte: Virgilio.it

http://notizie.virgilio.it/cronaca/vaticano-ici-chiesa.html

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La casa si cerca via internet di notte o nelle pause di lavoro. Risparmiando un bel po’ di tempo

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Casa: prezzi giù, prima volta dal 2004

Agenzia del Territorio, – 0, 5% nel primo semestre 2009

(ANSA) – ROMA, 30 SET – Nel primo semestre 2009 le quotazioni degli immobili sono calate dello 0,5% rispetto al secondo semestre 2008 e dello 0,3% su base annuale. Si tratta del primo calo dei prezzi delle case almeno dal 2004, da quando cioe’ e’ cominciata la rilevazione sulle quotazioni immobiliari dell’Agenzia del Territorio. Nel 2/o trimestre 2009 continua l’andamento negativo del mercato che registra 361.844 compravendite di immobili, -12,3% rispetto allo stesso periodo del 2008.

Fonte: Ansa.it

http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/economia/news/2009-09-30_130360951.html

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