L’Italia è il Bel Paese del No a prescindere. Vi spiego perché.

perchè noIn Italia la parola d’ordine è No! Categorico, imperioso e soprattutto, a prescindere. Del resto parafrasando l’articolo 1 della nostra Carta Costituzionale: l’Italia è una Repubblica (omissis) fondata sul No. Credo che sul fatto che non sia fondata sul lavoro, come era nelle intenzioni dei padri costituenti, possiamo ben trovarci tutti d’accordo. Sul perché invece è fondata sul no, io mi sono fatto un’idea.

Pensateci un attimo, la parola No, terribile quanto abusata, campeggia ad ogni campagna che si rispetti, talmente categorica e imperativa che diventa “No, a prescindere!”

E quindi, No a questo, No a quello (lascio a voi le declinazioni), e dato che questo è un blog immobiliare, anche nel settore dell’intermediazione immobiliare la corrente del No è sempre molto, troppo, folta. Che poi il No è l’arma di distruzione di massa usata dai clienti contro gli inermi agenti immobiliari: No provvigione, No incarico, No esclusiva (a questa gli agenti immobiliari sono talmente abituati che se la ripetono da soli come un mantra). E proprio fedele a questi mantra l’agente immobiliare medio è pronto a rispondere ad ogni minima sollecitazione, ficcandosi la testa tra le spalle ed esclamando un secco “No, a prescindere!” In un paese stanco e vecchio come il nostro, avere la forza di gestire il No è compito troppo arduo, meglio adeguarsi. Adeguarsi alla paura, dico io. Il No è l’espressione tipica di chi reagisce in preda al panico, alla paura del “diverso”, del “nuovo”, del “mai sentito”, e sottrarsi a questa morsa che trasforma il volto in una smorfia di dolore è roba da pochi, troppo pochi.

In fondo, perché alambiccarsi cercando di risolvere un’obiezione, provare a gestire un No in un paese nel quale No è la parola d’ordine?

Peccato che gli agenti immobiliari (o chi in forza di esame abilitante superato e insegna che recita servizi immobiliari) facciano proprio questo di lavoro: gestiscono NO.

Io, che nasco agente immobiliare, in questa fase della mia vita professionale mi occupo di franchising immobiliare (perché uno nella vita può anche cambiare lavoro ad un certo punto), e per lavoro gestisco i “No, a prescindere!” degli agenti immobiliari. Figuriamoci quindi se un No mi ha mai fermato o può fermarmi, anche in un paese fermo su se stesso nella venerazione del No.

Quindi per esperienza diretta posso affermare che l’Italia è il Paese del “No, a prescindere!” Un paese bloccato da una paura delirante, un paese che avrebbe risorse infinite ma che le osserva invecchiare.

Pensate soltanto un attimo invece se questo nostro Bel Paese fosse fondato sul “Perché no?”, e ovviamente non sul “Si, a prescindere” che è anche peggio del No: sarebbe tutto molto più semplice.

Anche la storia insegna questo, ovvero che il mondo non è fatto per chi dice No ma per tutti coloro che dicono “Perché no?”. Il mondo è dei curiosi, di chi vuole conoscere prima di giudicare, di chi sa chiedere perché conosce il valore dell’ascoltare, il mondo è di chi si interroga e domanda.

In tal senso, troppi agenti immobiliari sono portatori di risposte rocciose e solide ed evitano di cedere ogni tanto ad un “Perché No?”

Nei giorni scorsi questo mi è stato ancora più chiaro partecipando ai Real Estate Awards (tra l’altro ringrazio tutti coloro che hanno votato blogimmobiliare.com consentendoci di piazzarci secondi in Italia dietro a Gerardo Paterna), l’evento creato da Diego Caponigro che ha riunito un parterre di ospiti e una platea di gente curiosa e reattiva. Ho incontrato persone che sono sul mercato con le loro idee da decenni o da pochi mesi, ma tutti con una grande curiosità intellettuale, con progetti validissimi, e con tanta voglia di fare. Peccato che chi dovrebbe fare invece fosse assente, peccato davvero. Il popolo del “No, a prescindere!” usa altre piazze e altri strumenti per confrontarsi (ricordatevi che i social network sono dei boomerang), fa proclami e minaccia il mondo (ho visto Banche tremare, dal ridere) mentre quelli del “Perchè no?” cambiano le regole, in quanto le regole le scrive chi vince.

In fondo il messaggio che ho ricevuto ai ReAwards è la conferma di quanto riscontro quotidianamente: il tempo premia chi guarda avanti senza temere a prescindere l’insuccesso.

Questo è l’unico modo per far ripartire l’Italia, per chi invece si nasconderà ancora dietro un “No, a prescindere!” non resta che invecchiare in un paese vecchio.

A.R.

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Pubblicato il 15 dicembre 2014, in Post con tag , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. Scusa ma ho trovato l’articolo inconcludente… Se era un modo per far sapere a tutti che sei arrivato secondo, era meglio essere più chiari. A parte lamentarti del fatto che tutti dicono no e che tu di lavoro devi gestire i no, senza dare alcuna indicazione utile su come tu lo faccia o su come si possa fare e quindi lasciandoci qui a chiederci per quale miracolo tu abbia questa capacità e la sappia pure metter in pratica, non ne vedo una grande utilità nella lettura di questo articolo.

  2. Si…. qui si continua a far discorsi è sentenziare a vario titolo, ma poi tra tutti coloro che si riempiono di bei paroloni chi tra questi li concretizza in fatti ?
    Allora la domanda è…. perché dire SI ?

    Chi aderisce al SI, lo fa perché vuole certezze, chi invece dice NO è perché queste mancano o sono ipotetiche.

    • Le certezze sono figlie dell’esperienza. Per arrivare ad un si bisogna avere gli strumenti e la voglia di dedicare tempo al prossimo.

      A.

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