Il Blog Aziendale come strumento di lavoro

alessio-beltramiCiao Alessio, ben ritrovato. Tempo fa ci hai regalato un post dove parlavi del blog aziendale per gli agenti immobiliari. Con te, del resto, non si può far altro che parlare di blog, e oggi lo facciamo tenendo tra le mani il tuo libro “Come vendere con il blog aziendale”, edito da Flaccovio.

d. Innanzitutto, nell’era del web 3.0 per dirla alla Rudy Bandiera, come ti è venuto in mente di fare un blog di carta?

r. Ciao Andrea, il “blog di carta”, come lo definisci, è stata una scelta nata innanzitutto dall’idea di Enrico Flaccovio (il mio editore) che io ho accettato molto volentieri perché nonostante la grande diffusione di internet, il libro è ancora un ottimo strumento di divulgazione. Inoltre essendoci anche la versione digitale in ebook abbiamo risposto anche a chi ha abbandonato completamente il mondo analogico.

d. Partiamo dall’ABC. Tu che ne sai più di altri, ci racconti come nasce il termine blog, e per cosa si differenzia rispetto a tutte le altre cose che quotidianamente possiamo scrivere sui social e sul web in genere.

r. Ti rispondo sull’origine del nome in modo didattico aiutandomi con Wikipedia “Il termine blog è la contrazione di web-log, ovvero diario in rete” per le differenze ne evidenzio una fondamentale. Il blog è un media proprietario, a differenza delle tante piattaforme di social network di successo il blog è tuo. Questo per una strategia di marketing è fondamentale, significa che fai tu le regole, che analizzi i dati senza limiti e che non affidi al successo della piattaforma il tuo futuro. Per capirci in termini pratici, un improvviso calo di popolarità di Facebook si tradurrebbe per coloro che hanno pagine Facebook molto frequentate in un calo di traffico e in un calo di risultati.

d. Tempo fa si diceva che i blog erano destinati a scomparire, e invece, si sono consolidati come “editoria alternativa” da cui tantissimi tutti i giorni attingono notizie ed informazioni. Noi ad esempio, abbiamo messo on line questo blog nel 2009 e oggi siamo in nomination come miglior blog di settore ai Real Estate Awards (per votarci cliccate qui), e il blog si conferma come uno strumento potentissimo se ben usato. Perché?

r. È potente perché crea un rapporto reale, è potente perché quando usato nel modo corretto offre a chi legge qualcosa di prezioso e rilevante. Come ho detto all’inizio è un piccolo media tematico e questo piace all’utente, perché sa di trovare le risposte che cerca. Sui social network accade con molta più difficoltà perché sono generalisti e dispersivi esattamente come le grandi televisioni paragonate con le TV tematiche.

d. Qui del libro non vorrei parlare, perché è disponibile in tutte le librerie e on-line, ma qualcosa è doveroso dirla: è un viaggio che ti accompagna per mano alla scoperta di uno strumento di lavoro da molti ancora sottovalutato. Nel settore immobiliare qualche professionista ha iniziato ad usarlo. A loro, e a chi volesse avvicinarsi a quest’opportunità di lead generation, che consigli senti di dare?

r. Il blog è un investimento a lungo termine, crea le condizioni che portano le persone ad avvicinarsi in modo naturale alla tua proposta commerciale. Comprendo che questo sia un po’ differente dagli standard a cui siamo tutti abituati (volantini nella cassetta, sul parabrezza, chiamate a freddo a casa, pubblicità più grandi ecc). Non è quindi la soluzione per risolvere le problematiche di un business in crisi disperata, è invece la formula per creare le fondamenta per un business di successo. Il fatto che sia un media proprietario ti permette di creare un tuo pubblico (non il pubblico che prendi in affitto comprando pubblicità o che importuni con i volantini), quindi quello che mi sento di consigliare è di pensare attentamente a questa scelta e di vederla per quello che è: una strategia per generare clienti (non l’unica sia chiaro) che darà i suoi frutti nei prossimi 6-12 mesi. Se l’esigenza è immediata, non è la soluzione indicata. 

d. Una volta ho letto in un tuo post che non dobbiamo scrivere ciò che ci piace, ma ciò che interessa. Come si fa ad individuare i contenuti giusti?

r. Ogni imprenditore e ogni venditore si confronta quotidianamente con i clienti. Di tutte le conversazioni alcune sono scomode e antipatiche, alcune sollevano obiezioni a cui non vorremmo rispondere. In queste conversazioni ci sono gli spunti più preziosi, queste sono le cose che il cliente vuole sapere e approfondire, dal vivo solo pochi clienti coraggiosi affrontano l’argomento ma online tutti vogliono le stesse risposte e di fronte a contenuti superflui abbandonano la pagina. Tenere il lettore incollato al tuo blog significa sapergli raccontare qualcosa a cui abitualmente non trova risposta.

d. Quindi quanto pesa in una strategia di marketing un buon blog aziendale?

r. Contribuisce parecchio, mi vengono in mente alcuni elementi in particolare come l’indicizzazione del sito, un blog aggiornato regolarmente contribuisce a migliorare il posizionamento del sito stesso quindi a farti trovare con più facilità da nuovi potenziali clienti. Un altro grande vantaggio è quello di rendere la tua immagine più “umana” e questo aiuta parecchio perché  predispone l’interlocutore all’ascolto e a fidarsi di noi.

d. Per finire, ci descrivi un blog immobiliare ideale, quali sono i must di un blog che aiuti davvero l’agente immobiliare nella sua attività quotidiana.

r. Mi vengono in mente 4 elementi:

– Aggiornato regolarmente. Fa capire che ci sei, che la tua presenza è costante e reale.

– Comunicazione personale. Fa capire con chi hanno a che fare e non crea un filtro come accade quando i blog vengono firmati dalla Pippo Immobiliare srl, perché anche la Pippo Immobiliare srl è fatta di persone e metterci la faccia contribuisce al successo del blog.

– Regalare ciò che potrebbe essere pagato. È una regola che uso sempre dopo aver scritto un articolo. Mi chiedo, il mio lettore tipo pagherebbe anche un solo centesimo per leggere quello che ho scritto? La risposta deve essere positiva altrimenti c’è qualcosa che non va. Le persone non hanno tempo, dobbiamo offrire contenuti che siano disposte a “pagare” con il loro tempo che è una valuta molto più preziosa dell’Euro. Quindi non facciamo perdere tempo con informazioni inutili, poco chiare, superflue.

– Semplificare. Non si è mai abbastanza chiari. Lo sforzo da compiere è quello di facilitare la vita al lettore, aiutarlo a comprendere. Per riuscirci bisogna imparare a semplificare, scrivendo meno e scrivendo meglio.

 

Adesso non vi resta altro che comprare il libro di Alessio Beltrami in libreria o on-line e se voleste saperne di più visitate il suo sito http://www.blogaziendali.com

 

A.R.

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Pubblicato il 17 ottobre 2014, in Post con tag , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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