Amministratore vero moderatore!

Con l’entrata in vigore della “Modifica alla disciplina del condominio negli edifici” qualcosa dovrebbe essere cambiato nella gestione dell’amministrazione del condominio. La riforma dettava ‘linee guida’ precise riguardo obblighi e doveri che competono all’amministratore di condominio; ora, dopo un anno, andrebbe verificato se tali punti sono stati adottati o meno dai professionisti del settore.

La figura dell’amministratore professionista dove avere come requisiti necessari: professionalità, il diploma di scuola superiore e uno specifico corso di formazione. Per i palazzi dove sono presenti oltre otto proprietari l’amministratore non può essere condomino, mentre nei condomini più piccoli il ruolo dell’amministratore può essere affidato ad uno degli inquilini, con mandato annuale che rinnovabile l’anno successivo.

Il ruolo di amministratore può essere revocato in qualsiasi momento, in caso di gravi inadempienze o quando i condomini lo riterranno opportuno. Inoltre non sono ammesse deleghe dai condomini nei confronti dell’amministratore per la votazione in assemblea. La gestione contabile è ora più trasparente, perché ogni condominio possiede un conto corrente condominiale sul quale transitano tutte le operazioni di gestione. L’apertura del conto è obbligatoria: se non viene effettuata costituirà giusta causa per la revoca dell’amministratore.

Si può optare per un comodo sito internet dedicato a tutte le spese, sul quale pubblicare i documenti di gestione, consultabili in qualsiasi momento dagli inquilini. In questo modo anche l’amministratore non si trova più ad avere centinaia di carte da spedire, evitando così spiacevoli inconvenienti.

Novità anche per quel che riguarda la morosità: se protratta per oltre sei mesi dalla chiusura del bilancio, l’amministratore è obbligato a richiedere un decreto ingiuntivo, ed i fornitori del servizio potranno avere il nominativo del condomino che non ha pagato. Per evitare queste situazioni scomode, la riforma impone la creazione di un fondo cassa per il pagamento, nel caso di lavori di importi rilevanti. I lavori non potranno essere avviati fino a quando tutti i condomini non avranno versato la quota richiesta.

La riforma ha previsto inoltre le maggioranze ridotte: è possibile approvare la gran parte delle delibere necessarie per l’ammodernamento del condominio con la maggioranza semplice, quindi il sì della maggioranza presente durante l’assemblea e almeno 500 millesimi. Viene ridotto al minimo l’insieme degli interventi per i quali occorre la maggioranza qualificata. Dunque, la maggioranza semplice è sufficiente per interventi come: eliminare le barriere architettoniche; contenere il consumo energetico; realizzare parcheggi; interventi che consentono la produzione di energia mediante l’utilizzo di impianti di cogenerazione, fonti eliche, solari o rinnovabili.

Un professionista lo si riconosce in primis dal rispetto che pone verso il proprio lavoro e dall’attenzione con cui lo cura, perché soltanto chi dedica tempo ed energie al miglioramento delle proprie performance può definirsi davvero professionale. Tale scopo lo si raggiunge con l’aggiornamento continuo e la ricerca di strumenti che riescano ad agevolare il lavoro.

 Post scritto da www.condominioamico.net

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Pubblicato il 2 luglio 2014, in Post con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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