Il disintermediario immobiliare

Vivendo quotidianamente offline e online con professionisti del settore, l’argomento di cui sento parlare più spesso è relativo al peso di internet nella mediazione immobiliare.

La domanda più ricorrente che riscontro è una sorta di sondaggio su quale sia il portale migliore su cui pubblicare, fintanto che ciò non degenera in invettiva contro i portali stessi. Perché come sempre in questi casi il confine tra malattia e cura è labilissimo: gli agenti immobiliari devono usare internet e i portali anche se questi, a detta degli stessi operatori immobiliari, favoriscono il fenomeno della disintermediazione (termine orrido ma di gran moda).

Quando mi chiedono quale sia il mio parere su quest’argomento, superato un primo momento di disagio derivante dalla stucchevolezza della discussione, io mi limito a interrogare il mio interlocutore su quale sia l’uso che ne fa del web.

Domanda ovvia, nevvero? Eppure la risposta nella sua ovvietà accoglie in sé il peccato originale: su Internet non si venderà mai niente di invendibile!

Mi spiego meglio: se usiamo internet quale mera vetrina dove ammassare annunci di scarso interesse, non già descrittivo o fotografico ma bensì di offerta, e non si investe su opportunità che abbiano un buon rapporto qualità-prezzo nessuno si interesserà ai nostri annunci. (interessante il punto di vista di Francesco Bersani)

Detto ciò, la disintermediazione temuta o reale generata dal web (da ricordare che il fenomeno era ben presente già nel secolo scorso ben prima di internet) è alimentata dall’atteggiamento degli agenti immobiliari che sono troppo spesso passivi verso la propria attività.

Partendo dal presupposto che non tutto si vende, l’unico modo che si ha per usare in maniera virtuosa la tecnologia è quello di diventarne padroni. Decidere su cosa investire, come farlo, e perché.

Del resto, se si propone in vendita un immobile che si presenta bene (magari dopo un intervento di home staging), con un prezzo competitivo e condividendo quest’opportunità con altri agenti immobiliari e di conseguenza con i loro clienti, probabilmente Internet servirà davvero come veicolo di promozione pubblicitaria attivo, per pubblicare delle belle foto, comunicare la data di un Open House e creare una landing page dedicata all’immobile verso la quale far confluire l’interesse del mercato.

Troppo difficile? Forse, o forse no. Certo se fosse tutto facile come mettere un annuncio su un portale a caso, forse davvero si potrebbe fare a meno del mediatore immobiliare.

Per chi non vuole lavorare così, ovvero seguendo pochi accorgimenti che fanno la differenza, l’alternativa è sopravvivere nel mercato dei disintermediatori che è sempre disponibile e sta lì ad ingrossare gli elenchi di immobili che non si venderanno mai (o quasi).

A.R.

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Pubblicato il 1 aprile 2014, in Post con tag , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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