Agenti Immobiliari 2.0

Ci siamo, forse è la volta buona, la specie si evolve: nel 2011, dopo oltre 20 anni di lotta verso la conquista di spazi, sembra che sia arrivato il momento.

In tutto ciò, si annida una certezza: il web non fa più paura.

Come quando gli elettrodomestici hanno invaso le case, è diventato piuttosto una normale necessità, tanto che gli agenti immobiliari si fidano un pò di più.

Allo stesso modo accade che ci siano agenti immobiliari che si sono evoluti prima e che oggi sono avvantaggiati dopo essersi tanto sentiti dare dei sognatori, e io intendo parlare anche di loro. Quegli agenti immobiliari che pionieri e precursori hanno da subito intuito la grande applicazione pratica che si poteva avere nell’uso del web.

Ci sono voluti anni e una crisi sistemica legata ad una economica congiunturale di proporzioni enormi, per rendere chiaro a tutti (o quasi) che il futuro dell’innovazione tecnologica è ora.

Il momento che viviamo è percepito di frustazione acuta del mercato, perché è stata troppo rapida la caduta da un picco troppo alto, e adesso si è in cerca di un ascensore che ci riporti su.

Una riflessione mi è d’obbligo: in questo momento vi sono in Italia poco più di 30’000 soggetti attivi nella mediazione e 100’000 addetti (la differenza è nota a tutti) che mediano il 50% (medio) di un totale di poco più di 600’000 immobili l’anno. Vuol dire che da ogni vendita traggono benefici economici in varia misura, almeno 3 soggetti, e mediamente ogni soggetto mediatore interviene su circa 10 compravendite l’anno. Negli anni del boom uguale, si mediavano 400’000 immobili e si era 40’000 players, quindi i risultati non cambiano. Sono questi i numeri che ci fanno una categoria di successo? (sono dati che dovrebbero essere noti a tutti)

In questo contesto, si moltiplicano i prodotti informatici e gli applicativi legati nel loro sviluppo da un fil rouge: condivisione.

Mls, piattaforme, gestionali, comparabili, e via così, che servono solo a indicare un unico sinonimo vincente: collaborazione.

Questo tema, d’altronde, è quello che anima i dibattiti e i confronti tra agenti immobiliari (convegni, incontri, social network), anima le riorganizzazioni in atto anche in primari network, e agita i sonni dell’industria dei portali et affini. Di pari passo con l’altro scottante argomento che è il futuro dell’attività stessa alla luce delle direttive europee.

Le due cose non si prescindono, bisogna innovarsi e trovare un’identità certa con cui presentarsi. Tutto ciò potrebbe rilevarsi come il momento della verità.

Citavo poc’anzi  validi colleghi che si sono avventurati in questi anni nello studio di sistemi di condivisione innovativi, e con grande piacere sto avendo modo di conoscere molti di loro.

Questi visionari hanno tutti un’idea comune: il business informatico non è il prodotto in sé, ma il vantaggio che ne avrà la categoria dalla sua distribuzione e dal suo uso. Chi cerca di portare avanti progetti di web marketing fine a se stessi parte sconfitto, servono strumenti di lavoro.

Migliorare la qualità di un prodotto ad uso professionale equivale a renderlo vincente.

Bene di servizio, non di consumo.

La circolazione delle informazioni e l’incontro professionale sono il vero vantaggio per gli utenti.

Qualcuno di voi brontolerà che è un problema di mentalità, di sfiducia, di mancanza di regole: sono proprio queste le cose su cui bisogna lavorare perché dall’esterno chi ci osserva si fidi. I clienti vogliono un cambio di approccio, gente di cui fidarsi e che rispetta le regole. Quindi dobbiamo darci la possibilità di essere risorsa uno per l’altro.

Gli ultimi 20 anni hanno visto sia la rivoluzione internet, e di pari passo anche l’affermazione dell’attività di mediazione immobiliare. In questo contesto il mercato è cambiato, e si è evoluto.

I clienti usano internet prima che noi. Perché? Semplice, dà risposte immediate.

Penso sia pacifico: i clienti si rivolgerebbero volentieri agli agenti immobiliari (e lasciamo perdere chi dice che il problema sono le mediazioni, i servizi vanno pagati quando hanno valore) se questi gli garantissero risposte.

Devo vendere o comprare casa? Che tempi mi offre? Che prezzo pensa di farmi ricavare? Cosa farà per me?

Siamo certi di saper sempre rispondere?

Google risponde meglio, quasi sempre.

Quando non abbiamo la risposta, cosa ci resta da fare? O perdere il cliente, oppure cercare la soluzione nel nostro motore di ricerca, ovvero tra i colleghi. Di certo qualcuno che potrà aiutarmi c’è.

Questo è il vantaggio della collaborazione e della condivisione. Internet è uno scambio di informazioni. Il web è 2.0 perché da e riceve.

Noi cosa stiamo aspettando a prenderne esempio?

Il prossimo passaggio è capire che non deve esserci l’ultima spiaggia chiamata collega, ma bensì che la rete, il network, il professionista “vicino di bottega” è quello a cui devo rivolgermi per affrontare meglio la mia attività.

P.s. Per chi non lo sapesse, siamo già in ambiente 3.0

Andrea Russo

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Pubblicato il 22 luglio 2011, in Post con tag , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Sono daccordo per questa filosofia, vincente!!!!!

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