Per salvare la Terra comincia da casa tua

Corsi, libri, guru: l’abitazione ecologica si può costruire con il fai da te

TORINO

Tutto è troppo. In estrema sintesi è questo il pensiero degli ecologisti che fanno della sostenibilità e del rispetto per l’ambiente la loro filosofia di vita per un «comportamento virtuoso». Ne parlano a Perugia nel convegno del Movimento per la decrescita felice «Progettare il futuro».

Una tre giorni tra filosofi-ecologisti, bio-architetti, imprese specializzate nelle nuove tecnologie energetiche e tutti quelli che della sostenibilità fanno una regola di vita. Si discute di green-building, cioè di costruire case «verdi», le cui bollette sono ridotte all’osso come l’emissione di anidride carbonica. E ancora di riduzione dei consumi. La regola è: riutilizzare tutto quello che c’è in casa, le cose vecchie non lo sono per il tempo ma solo per l’uso che ne abbiamo fatto, una volta trovata un’altra destinazione sono ancora nuove. Insomma non si butta via niente, tutto si ricicla, nulla si distrugge. Dalle maglie infeltrite che diventano «cattura polvere» alle mini-pale eoliche sul tetto di casa per produrre energia, tutto va bene se serve a risparmiare, non i soldi ma il Pianeta.

All’inizio fu Serge Latouche, ecologista presidente dell’associazione «La ligne d’horizon», professore emerito di Scienze economiche all’Università di Parigi XI e all’«Institut d’études du développement économique et social» di Parigi, che da sempre sostiene: «Se tornassimo ai consumi degli Anni Sessanta nulla cambierebbe per noi. Allora c’erano auto e riscaldamento. Moltissimo di quello che abbiamo oggi è solo superfluo». Con Latouche diventa di moda il termine decrescita serena, una moda che sta dilagando forse anche come conseguenza della crisi, più che della virtù. In Italia è la filosofia di Maurizio Pallante, tra i fondatori, con Mario Palazzetti e Tullio Regge, del Comitato per l’uso razionale dell’energia (Cure) e da vent’anni ricercatore e divulgatore dei rapporti tra ecologia, tecnologia ed economia. È stato lui a fondare il «Movimento per la decrescita felice» che organizza corsi su come riciclare i rifiuti e il metodo migliore per separarli, oltre a fornire indicazioni su dove trovare i «negozi alla spina» nei quali si vendono prodotti senza imballaggi, come pasta, spezie, cereali, vino, detersivo, saponi. Ognuno si porta un contenitore da casa e chiede di riempirlo.

Ma il punto fondamentale degli ultimi anni, attorno a cui ruota la «decrescita», sono l’energia alternativa e il modo di «farsela-da-sé» se le amministrazioni non intervengono. È sufficiente collegarsi su YouTube per vedere frotte di ingegneri che spiegano a video come fare un pannello solare, una mini-pala eolica, o come collegare la lavatrice all’acqua calda di casa per evitare l’eccessivo consumo di energia elettrica.

«Il consumismo deve diventare tabù. La salvezza della terra lo impone»: ne è convinto Erik Assadourian, ricercatore del Worldwatch Institute e direttore della pubblicazione annuale «State of the world», che la prossima settimana sarà a Cuneo con l’associazione Greenaccord. «L’epoca dello spreco alimentare e dell’abuso di risorse naturali è finita – avverte -. O impareremo ad accontentarci o la Terra lo farà per noi». L’anno scorso, secondo la Cgia, il calo dei consumi è stato di 12,6 miliardi. Ogni nucleo familiare in media ha tagliato le spese per 516 euro l’anno. Colpa della crisi, hanno detto gli esperti, Maurizio Pallante legge questi dati traducendo la parola crisi in cinese: «È formata da due ideogrammi – spiega – che significano pericolo e opportunità».

Autore: Antonella Mariotti

Fonte: LaStampa.it

http://www3.lastampa.it/costume/sezioni/articolo/lstp/354042/

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Pubblicato il 10 ottobre 2010, in Immobiliare con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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