Quel che Fini non sa di Montecarlo

“Tulliani ha saputo solo dell’abitazione e il prezzo era congruo”. Noi abbiamo fatto un viaggio nel paradiso immobiliare e… La verità di Gianfranco a confronto con le regole del mercato nel Principato

«Nel 2008 il Sig. Giancarlo Tulliani mi disse che, in base alle sue relazioni e conoscenze del settore immobiliare a Montecarlo, una società era interessata ad acquistare l’appartamento, notoriamente abbandonato da anni». Così scrive Gianfranco Fini l’8 agosto al quarto degli otto punti della nota diffusa per spiegare la vicenda della casa di Montecarlo. Un mese di silenzio, a parte le accuse di lapidazione alla povera Ely lanciate dal pulpito di Mirabello, e poi il 7 settembre riapre bocca sull’argomento in casa di Mentana al tg de La7: «quelli che dicono che mi hanno visto a Montecarlo lo provino», «ho la coscienza a posto». «Al senatore Pontone (tesoriere di An che sarà sentito dai pm, ndr) dissi io vendi perché l’offerta era congrua. Sono state vendute tante proprietà immobiliari». «Crede che a Montecarlo sia difficile sapere di una casa in vendita? Non è certo una metropoli». «Giancarlo Tulliani non ha saputo da me».

«Mi disse che c’era chi era interessato a comprarla, tutto qua». Tutto qua? Più parla, più si contorce il presidente della Camera. Prima ci dice che praticamente il cognato aveva fatto da mediatore per la vendita dell’appartamento, poi che non è stato lui a dire a Giancarlo della casa della contessa. E già viene il mal di testa a ragionare sulla «inspiegabile coincidenza», come l’aveva definita con imbarazzo il povero Pontone. Il malessere aumenta quando Fini ci vuol far credere che nel paesello del Principato appena una casa viene messa in vendita lo sanno subito tutti. E per l’appunto quella dell’eredità Colleoni. Non serve essere un esperto del mercato immobiliare per sapere che uno dei business più floridi in casa Grimaldi è proprio quello del mattone. Montecarlo non sarà New York eppure le stime più recenti parlano di uno stock immobiliare residenziale di quasi 20.000 unità. Va detto che a Monaco non esiste una statistica pubblica delle transazioni immobiliari: se si vendono le azioni di una off-shore non rimane traccia. Sull’annuario delle imprese attive nel real estate risultano comunque registrate 494 società, in grandissima parte agenzie immobiliari. E se si clicca sul sito Internet della Camera Immobiliare di Monaco (www.chambre-immo.monte-carlo.mc) cercando un appartamento di tre stanze in vendita solo in questi giorni compaiono ben 298 risultati.

Il Principato di Monaco è del resto suddiviso in tre centri urbani: Monaco, la capitale; Montecarlo, famosa per la piazza del Casino e per le prestigiose vie commerciali; Fontvieille, che si estende dietro la rocca di Monaco e che ospita il porto per yacht, molti complessi turistici e lo stadio. Altro che paesello. Non solo. Selezionando casualmente una delle offerte, spunta un delizioso bilocale di 55 metri quadri, secondo piano, con piccolo terrazzo in Boulevard del Moulins, proprio a due passi dalla casetta di Tulliani. Il prezzo? 1.750.000 euro. E oggi il mercato è ingessato per colpa della crisi mentre nel 2008, quando la casetta della contessa è stata ceduta a Printemps, era ai massimi. Eppure da Mentana Fini ha tafazzianamente insistito sulla congruità del prezzo di vendita dell’appartamento di Boulevard Princesse Charlotte. Quei 300mila euro che non bastano nemmeno per comprare un monolocale. Se è vero, come sostiene il presidente, che non è un problema mettere sul mercato un immobile a Montecarlo, chiunque venda dovrebbe chiedere almeno una perizia e più offerte. Quantomeno – nel caso di Fini – per evitare imbarazzi nel partito, visto che il bene era di proprietà di Alleanza Nazionale.

Ai fini penali (ma non a quelli politici) è indifferente che il presidente della Camera sia stato o meno nella casa di Montecarlo. Così come non è fuori dalla legge effettuare una compravendita con una società off-shore. Il discorso cambierebbe se il valore delle transazioni fosse avvenuto a prezzi palesemente diversi da quelli di mercato e con il raggiro dell’interposizione fittizia: in quel caso la Procura dovrebbe agire d’ufficio per truffa aggravata. Dal Principato, intanto, i pm romani aspettano ancora la documentazione richiesta tramite rogatoria internazionale. Tra gli atti relativi alla compravendita della casa e alla composizione delle due società caraibiche protagoniste dei passaggi di proprietà è atteso anche un documento che accerti il valore dell’appartamento prima dei lavori di ristrutturazione. Quella della casa di Montecarlo «è una vicenda che quando sarà chiara farà ridere», ha detto Gianfranco a Mentana l’altra sera. Ci prepariamo alle comiche.

Autore: Camilla Conti

Fonte: IlTempo.it

http://www.iltempo.it/politica/2010/09/09/1198258-quel_fini_montecarlo.shtml

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Pubblicato il 9 settembre 2010, in Real Estate con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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