Arriva la cedolare secca sugli affitti. L’imposta sugli immobili si fa in due

La nuova tassa municipale non si applicherà sulle prime case e riguarda anche le compravendite.

L’aliquota sarà decisa a novembre

ROMA
Arriva la rivoluzione federalista per le tasse comunali. I proventi sugli affitti dal prossimo gennaio non saranno più tassati con l’Irpef: si potrà pagare – la scelta è un’opzione – un’aliquota fissa al 25%, ma la cosiddetta «cedolare» potrà scendere al 20% per i canoni «agevolati» nelle aree ad alta densità abitativa.

Per l’aliquota dell’attesa imposta municipale bisognerà invece attendere il 30 novembre e l’apposito decreto del ministro dell’Economia: l’unica certezza è che i comuni potranno aumentare o diminuire il prelievo dello 0,3%, cioè del 3 per mille. L’imposta, poi, si fa in due. Per la «prima» Imu bisognerà attendere il 2014: sarà pagata sul possesso degli immobili (escludendo le prime case) e anche sulle compravendite: in questo caso l’incasso, che finirà nelle casse dei comuni, sarà del 3% per le prime case e del 7% su tutti gli altri cespiti. Ci sarà poi una seconda Imu, «facoltativa», che riunirà le attuali imposte sull’occupazione di suolo pubblico e sulle affissioni.

Sono queste le principali novità contenute in una bozza del decreto legislativo che domani approda al Consiglio dei Ministri.

Il fondo e le imposte devolute
«Per realizzare in forma progressiva e territorialmente equilibrata – è scritto nella bozza – la devoluzione ai comuni del fisco sugli immobili è prevista la creazione di un fondo della durata di 5 anni. Sarà alimentato, attraverso meccanismi diversi, con alcuni tributi: di registro e bollo; ipotecaria e catastale; Irpef sui redditi fondiari (senza il reddito agrario); tributi speciali catastali; tasse ipotecarie; cedolare secca sugli affitti.

Lotta all’evasione
Tutto il maggior gettito incassato per l’iscrizione al catasto degli »immobili fantasma« andrà ai Comuni mentre sale dal 33 al 50% la percentuale di »compartecipazione« sugli incassi della lotta all’evasione.

Cedolare affitti volontaria
Dall’anno 2011 le imposte sugli affitti si potranno pagare con una «cedolare secca». L’aliquota indicata nella bozza è del 25%, ma non sono esclusi ritocchi. Il nuovo tributo sarà volontario (per chi non ha reddito conviene ad esempio pagare il 23% dell’aliquota Irpef più bassa) e assorbirà anche le imposte di bollo e quelle di registro che si pagano sui contratti di locazione. Il versamento è previsto con le stesse date della dichiarazione dei redditi e, in base al testo, sarebbe dovuto un acconto dell’85% sul 2011 (probabilmente da pagare già a fine anno) e del 90% nel 2012.

Dure sanzioni sono previste per chi dichiara importi inferiori al vero (non solo di paga di più ma viene considerata forfettariamente una durata di 4 anni) ma è anche stabilita un aliquota agevolata del 20% per i canoni agevolati nei comuni ad alta densità abitativa.

Due imposte municipali
Non ci sarà una sola imposta municipale ma due. La prima è definita «imposta municipale propria», la seconda «imposta municipale secondaria facoltativa». La prima – della quale non viene indicata nella bozza nè la percentuale nè le detrazioni – deve essere decisa dal consiglio comunale entro il 30 novembre 2013 e si applicherà dal 2014. L’aliquota sarà decisa dal ministro dell’Economia entro il prossimo 30 novembre e i comuni potranno aumentare il prelievo dello 0,3%. Verrà pagata dai possessori di immobili e non si applica sulle prime case (pertinenze comprese). Di fatto sarà una sorta di «Ici seconda casa», solo che si verserà in quattro rate: 31 marzo, 16 giugno, 30 settembre e 16 dicembre.

La tassa sulle compravendite
A questa si aggiungerà una quota sui trasferimenti «tra vivi a titolo oneroso o gratuito, della proprietà di beni immobili»: il balzello in questo caso sarà del 3% per le prime case e del 7% sulle altre. Queste ultime aliquote potranno essere modificate dai comuni a partire dal 2017.

La seconda Imu
C’è poi l’ imposta municipale secondaria facoltativa. Servirà a sostituire la tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, ma anche l’imposta sulla pubblicità e le pubbliche affissioni. Prima di essere applicata servirà una consultazione popolare e una delibera del consiglio. Si pagherà in base ai metri quadrati occupati e alla durata dell’occupazione. Come l’altra Imu sarà indeducibile dalle imposte sui redditi.

Fonte: LaStampa.it

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/201008articoli/57314girata.asp

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Pubblicato il 4 agosto 2010, in Immobiliare, Stampa Italiana con tag , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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