Trovato l’accordo: stop ai mutui per le famiglie in difficoltà

Prevista la sospensione del rimborso per almeno 12 mesi, per importi fino a 150mila euro. L’Adusbef non firma

SIGLATA L’INTESA TRA IL DIRETTORE GENERALE DELL’ABI E 13 ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI

MILANO – Tempi di crisi: arriva un aiuto alle famiglie più in difficoltà. È stato siglato a Roma, dal Direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini, e dai rappresentanti di 13 Associazioni dei consumatori l’accordo per la sospensione del rimborso dei mutui nei confronti dei nuclei familiari in difficoltà a seguito della crisi. L’accordo rientra tra le iniziative del «Piano Famiglie» Abi, volto a favorire la sostenibilità del mercato dei crediti retail.

L’ADUSBEF NON FIRMA – L’Adusbef non ha sottoscritto l’intesa che «invece di aiutare le famiglie bisognose gettate in questa grave crisi per precise responsabilità delle banche, vuole continuare a lucrare dal bisogno fior di interessi ricapitalizzati con pratiche anatocistiche (nel caso in cui si richiedano pagamenti di rate prima della scadenza contrattuale), rese illegittime proprie dalle nostre limpide battaglie vinte in Cassazione a Sezioni Unite ed in Corte Costituzionale». È quanto si legge in una nota dell’associazione dei consumatori. Secondo l’Adusbef, «imbastire speculazioni sul bisogno di un numero sempre più alto di famiglie, che il perdurare della crisi e l’incalzare della disoccupazione (8,2 per cento ad ottobre) non consente loro di onorare i pagamenti delle rate, spacciando un protocollo a senso unico troppo favorevole agli interessi delle banche per vantaggi ai consumatori, è deplorevole».

SOSPENSIONE PER 12 MESI – In sintesi l’accordo, che è diretto a offrire uno strumento immediato di aiuto alle famiglie, prevede la sospensione del rimborso dei mutui per almeno 12 mesi, anche nei confronti dei clienti con ritardi nei pagamenti fino a 180 giorni consecutivi; per i mutui di importo fino a 150.000 euro accesi per l’acquisto, costruzione o ristrutturazione dell’abitazione principale; nei confronti dei clienti con un reddito imponibile fino a 40.000 euro annui; che hanno subito o subiscono nel biennio 2009 e 2010 eventi particolarmente negativi (morte, perdita dell’occupazione, insorgenza di condizioni di non autosufficienza, ingresso in cassa integrazione). L’iniziativa costituisce la misura minima alla quale le banche associate sono invitate ad aderire, ferma restando la piena libertà di ciascuna banca di offrire al cliente in sede di adesione al Piano condizioni migliori rispetto a quanto previsto dall’Accordo.

RICHIESTE DAL PRIMO FEBBRAIO – I clienti potranno fare la richiesta per attivare la sospensione del rimborso a partire dal primo febbraio 2010, con riferimento ad eventi accaduti dal gennaio 2009 in poi. La lista delle banche aderenti verrà pubblicata nel sito internet dell’ABI (www.abi.it), dove sarà anche possibile «scaricare» il facsimile del modulo di richiesta di sospensione da parte del cliente. Tale modello sarà inoltre distribuito presso le filiali delle banche aderenti. L’Abi e le Associazioni dei consumatori hanno previsto di monitorare l’andamento dell’iniziativa nel corso del 2010 (almeno ogni sei mesi) per avere un quadro aggiornato e attualizzato della situazione.

Fonte: Corriere.it

http://www.corriere.it/economia/09_dicembre_18/mutui-accordo_7ce2720e-ebea-11de-b41e-00144f02aabc.shtml

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Pubblicato il 19 dicembre 2009 su Stampa Italiana. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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