A conti fatti/ Dubai, non solo una bolla immobiliare

Abbiamo vissuto nei giorni scorsi una crisi delle borse dettata dalle notizie per cui il colosso degli Emirati Arabi, la Dubai World non sarebbe riuscita a ripianare o per meglio dire avere la moratoria sul   proprio debito di circa 59 miliardi di dollari.

In molte sedi si è parlato di bolla immobiliare. Ora per maggiore chiarezza è bene specificare , che la crisi della società degli  Emirati non è dettata solo dalla bolla immobiliare, anche se su questo aspetto farò poi una riflessione, ma anche da altere società facenti ad essa capo. La Dubai World gestisce disparate società in vari settori, tra i quali le opere portuali, il real estate, acciaio, oro, investimenti nelle risorse energetiche, iniziative nel mondo marittimo e commerciale, tornei sportivi di lusso, e così via.

Diventa importante quindi leggere esattamente tra i bilanci quali sono stati i punti realmente deboli, partendo da una mia personale considerazione che voglio esprimervi sul mercato immobiliare. In questi momenti era normale che investimenti fatti quasi esclusivamente con logiche di guadagno e non supportati da reali esigenze del mercato, dovessero pagare uno scotto intermini di rivisitazione al ribasso dei prezzi.

Di conseguenza seguendo un ragionamento sostanziale e logico, oggi un investimento immobiliare deve essere dotato di alcuni essenziali e specifici requisiti: esigenze concrete del mercato, quindi residenziali o shopping mail o alberghi dove ci sia turismo di affari, una buona fiscalità, e situati in paesi che abbiano situazioni economiche di sviluppo maggiore rispetto ai paesi occidentali o a paesi nei quali lo sviluppo vero è riservato ai pochi fortunati, e dove posso usare strumenti finanziari garantiti dalle istituzioni.

Come facciamo a individuarli? Una prima risposta sono i paesi del cosiddetto BRIC, Brasile Russia, India e Cina, ma esistono altri paesi dove una prima riflessione va fatta guardando il proprio debito pubblico. La provocazione che vi pongo è: investireste in un paese con un disavanzo del 110% o in uno con solo il 9%?

Autore: Giacomo Gollini (associato AssoFinance)

Fonte: Affaritaliani.it

http://www.affaritaliani.it/rubriche/acontifatti/a_conti_fatti_dubai02122009.html

Annunci

Pubblicato il 2 dicembre 2009 su Stampa Italiana. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

Siamo interessanti al tuo parere. Tu cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: