Ciclone Dubai World fa ancora sentire i suoi strascichi

Dubai, il governo molla la holding:«Nessuna garanzia di Stato sui debiti». Ko la Borsa dell’Emirato -7,3%. Giù anche Abu Dhabi -8,3%. Chiudono in flessione i principali listini europei

Un'immagine di Dubai (Marka)
Un’immagine di Dubai (Marka)

MILANO – La crisi finanziaria di Dubai World la holding finanziaria dell’emirato del Dubai fa ancora sentire i suoi strascichi. Soprattutto alla luce dell’annuncio fatto da Abddulrahman al-Saleh, direttore generale del ministero delle Finanze di Dubai, che il governo di Dubai non intende garantire i debiti di Dubai World e i suoi creditori subiranno «a breve termine» le conseguenze della ristrutturazione del debito della conglomerata. «I creditori – spiega Abdulrahman al-Saleh alla tv di Dubai – dovranno assumersi la loro parte di responsabilità per la loro decisione di prestare soldi alle compagnie». «Essi pensano – aggiunge – che Dubai World faccia parte del governo, il che non è corretto». «Il governo – spiega ancora – è il proprietario della compagnia, ma fin dalla sua fondazione è stato stabilito che la compagnia non è garantita dal governo». Dubai World, precisa il direttore generale «fa accordi con tutti su quest base e i suoi prestiti si basano sui suoi progetti e non sulle garanzie del governo». Secondo Saleh la reazione dei mercati, che ha mandato a picco le Borse di Dubai e di Abu Dhabi, è esagerata. «La ristrutturazione del debito – dice ancora – è una decisione che è nell’interesse di tutte le parti nel lungo termine, ma potrebbe infastidire i creditori nel breve termine». La ristrutturazione dovrebbe riguardare 5,7 miliardi di debiti, con scadenza prima del prossimo maggio. La banca centrale degli Emirati arabi uniti ha assicurato che fornirà liquidità extra al sistema bancario, ma Saleh dubita che ce ne sarà bisogno. «Penso – spiega – che le banche a questo stadio non abbiamo bisogno di liquidità extra da parte della banca centrale».

IN PICCHIATA LA BORSA DELL’EMIRATO – Chiusura di conseguenza in profondo rosso per le borse di Dubai e Abu Dhabi. Il listino di Dubai ha perso il 7,3% con tutti i gruppi bancari ed edilizi in picchiata. Giù anche la borsa di Abu Dhabi, che ha fatto registrare un -8,3%. Prima del terremoto finanziario, la borsa di Dubai aveva chiuso in rialzo del 28% dall’inizio dell’anno. In perdita anche la borsa dell’Egitto (-6,86%) mentre la borsa dell’Arabia Saudita è chiusa fino a sabato, e nemmeno è aperta quella del Kuwait.
Direzione opposta per le borse dell’Asia, dove Tokyo ha concluso gli scambi con un balzo del 2,91% e Hong Kong del 3,25%.

BORSE EUROPEEE WALL STREET – Il ciclone Dubai fa sentire i suoi riflessi anche in Europa. Dopo un avvio in rialzo il listino milanese frenava. Giravano in calo il Ftse All Share (-0,75% ) e il Ftse Mib (-0,74%). In calo anche le altre principali borse europee con Parigi che cede l’1,05%, Francoforte l’1,03%, Londra lo 0,88%. Poi c’era una lieve ripresa. Alla fine le principale Borse europee chiudevano tutte al ribasso. A Francoforte il Dax terminava a 5.625,95 punti (-1,05%). Il Ftse 100 di Londra concludeva a 5.190,68 punti (-1,05%). Il Cac 40 di Parigi chiudeva a 3.680,15 (-1,11%). Lo Swiss Market di Zurigo terminava a 6.273,43 punti (-1%). A Milano l’indice Ftse Mib concludeva invece a 21.928,16 punti (-1,25%).
Anche la borsa di New York apriva in negativo (Dow Jones -0,29%) poi successivamente si portava in territorio positivo (Dow Jones +0,13%) dopo il rialzo inatteso dell’indice Pmi che sintetizza l’andamento del comparto manifatturiero nel distretto industriale di Chicago.

ESPOSIZIONE – Le banche inglesi sono quelle che rischiano di pagare il prezzo più caro per le ripercussioni della ristrutturazione del debito del Dubai. Lo scrive Morgan Stanley in una nota basata sui dati della Banca dei regolamenti internazionali, secondo i quali gli istituti del Regno Unito, tra cui Hsbc e Standard Chartered, hanno investito 50 miliardi di dollari nella regione. «Le banche inglesi sono quelle potenzialmente più colpite dalle ampie ripercussioni della ristrutturazione del debito del Dubai», sostengono gli analisti di Morgan Stanley, e questo anche se «l’impatto diretto di Dubai World sulle banche europee è modesto, e il rischio è stato fin troppo scontato».

Fonte: Corriere.it

http://www.corriere.it/economia/09_novembre_30/dubai-borse_3d928c58-dd9c-11de-a61b-00144f02aabc.shtml

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Pubblicato il 30 novembre 2009, in Stampa Italiana con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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