New York, divieto di fumo anche nel salotto di casa propria

Non solo uffici, bar, ristoranti. Molti gruppi immobiliari mettono al bando le sigarette in interi condomini

E’ stata forse, a un certo punto della sua storia, il simbolo della trasgressione, dell’anticonfromismo, ma da tempo New York è la Mecca dei salutisti, degli oppositori senza se e senza ma del fumo attivo e passivo. E anche le pareti di casa propria, ultimo rifugio del tabagista potrebbero diventare off limits.
Non solo uffici, bar e ristoranti, ma anche il salotto di casa. Fine dell’orgogliosa affermazione: “A casa mia facico quello che voglio”. Sigari e sigarette, racconta il New York Times, sono già stati messi al bando per i nuovi inquilini degli appartamenti di Related Companies, un gruppo immobiliare proprietario del Time Warner Center a Columbus Circle e di numerosi palazzi di lusso tra Chelsea e Tribeca:
«La preoccupazione è il fumo passivo», spiega al quotidiano un portavoce del gruppo. I fumatori che già abitano nei palazzi Related potranno continuare a farlo, ma non i nuovi affittuari. E Related non è l’unico. Kenbar Management, un’altra società immobiliare che sta aprendo un palazzo su Lexington Avenue ha imposto il divieto in tutti e 298 gli appartamenti, comprese le terrazze condominiali e quelle private. E perfino sui marciapiedi antistanti, ultima frontiera per fumatori in esilio.
Come al solito gli animi sono divisi tra i sottoposti al nuovo regime ma il movimento per il bando del fumo nelle abitazioni sta guadagnando favori in tutta America. Il ministero della casa ha incoraggiato le agenzie per le case popolari a imporre il divieto di accendere in tutti i loro fabbricati: ad oggi lo hanno fatto in 50. Altre città si sono mosse lungo la stessa linea: Richmond in California, vicino a San Francisco, ha proibito il fumo in tutti gli appartamenti del Comune. A Belmont, il bando è entrato in vigore in gennaio dopo un periodo di grazia di 14 mesi con multe fino a cento dollari per ogni violazione. Il divieto si fonda su studi secondo cui il fumo passivo si trasmette attraverso le mura di casa: una ricerca recente condotta a New York ha scoperto che il 57 per cento dei non fumatori della Grande Mela è stato esposto a livelli considerevoli di fumo da sigaretta, lasciando supporre agli esperti che chi abita in un condominio possa essere ricettivo agli effetti del tabacco dei vicini.

Fonte: LaStampa.it

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/base/grubrica.asp?ID_blog=186&ID_articolo=904&ID_sezione=378&sezione=Internazionale

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Pubblicato il 17 novembre 2009 su Stampa Italiana. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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