Tetto ai mutui, cosa c’è di vero?

Continua a suscitare polemiche la proposta di direttiva europea sulla soglia massima al 40% per i prestiti relativi ai mutui. Sebbene non sia ancora stato formalizzato in provvedimento legislativo, si tratterebbe di un’iniziativa drastica per i futuri mutuatari. In Italia infatti la soglia di finanziamento attuale sui mutui immobiliari è fissata all’80% dell’intero valore d’acquisto. A finire al centro delle polemiche sarebbe la bozza di revisione alla direttiva Ue 2006/48/Ce sui requisiti patrimoniali.

L’obiettivo della ventilata direttiva sarebbe duplice: da un lato la riduzione dei rischi da credito e, dall’altro, il rafforzamento dei requisiti patrimoniali delle banche.

Se oggi su un immobile del valore accertato di 200 mila euro, banche e intermediari finanziari possono erogare fino a 160mila euro con il tetto del 40%, invece, sullo stesso immobile le banche potranno erogare fino a 80mila euro. La cifra eccedente dovrà essere garantita da polizze assicurative, con un inevitabile aggravio di costi a carico dei cittadini.

Attualmente i restanti 40 mila euro possono essere coperti dalla banca stessa anche se ad un tasso più alto visto che lo stesso istituto è costretto a contrarre un’assicurazione.

GLi addetti ai lavori denunciano l’iniquità del proveddimento nel caso in cui da ipotesi di scuola entri in vigore.
A risentire infatti della stretta sul credito sarebbero principalmente le categorie deboli come gli stranieri immigrati e le famiglie a basso reddito che alimentano in modo particolare la compravendita di bilocali. Ma anche le banche non sfuggirebbero: la nuova normativa prevede, infatti, un appesantimento degli accantonamenti obbligatori non solo sui nuovi prestiti, ma anche su quelli erogati.

Qualcuno poi ha già fatto i conti con le regioni italiane. Le più penalizzate sarebbero Marche, Sardegna, Lombardia e Piemonte i cui livelli di copertura del mutuo sul valore dell’immobile sono comprese tra il 71%, e il 70%, contro una media nazionale del 67%.

Oliver Drewes, portavoce del commissario al Mercato interno Charles McCreevy, ha smentito che Bruxelles voglia mettere la briglia ai mutui: che abbia cioè intenzione di imporre loro una nuova soglia massima, limitandoli al 40% del valore dell’immobile (e non all’80% come avviene in Italia) in tutti i 27 Stati della Comunità. Al momento l’Ue parla solo di valutazioni e non di una proposta concreta. Dall’Unione Europea vogliono insomma limitare i rischi per gli istituti e armonizzare le diverse norme, tanto differenti da Paese a Paese. Secondo l’Ebic, il Comitato che raccoglie le federazioni bancarie europee, le norme già esistenti bastano.

Fonte: Soldiblog.it

http://www.soldiblog.it/post/2756/tetto-ai-mutui-cosa-ce-di-vero

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Pubblicato il 14 ottobre 2009 su Post. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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