Immobili, segni di stabilizzazione nel secondo trimestre

(Teleborsa) – Roma, 14 set – Emergono segnali di stabilizzazione del mercato immobiliare italiano, in base ad un sondaggio condotto datra l’1 e il 27 luglio da Banca d’Italia e Tecnoborsa. Hanno partecipato 921 agenti, che hanno fornito informazioni sull’attività di compravendita e sui prezzi nel trimestre di riferimento, nonché sulle prospettive del settore.
I prezzi delle abitazioni mostrano una tendenza alla stabilizzazione. Nel secondo trimestre del 2009 il saldo negativo tra le indicazioni di aumento e di riduzione dei prezzi si è ridotto rispetto a quello del primo trimestre (-53,2 e -59,9 punti percentuali, rispettivamente). Il risultato riflette il minor numero di giudizi di riduzione dei prezzi (da 61,4 a 54,2 per cento) e l’aumento di quelli di stabilità (44,8 da 37,1). La tendenza è stata marcata nelle aree urbane (con popolazione del centro principale superiore a 250.000 unità), dove la quota di agenti che ha espresso giudizi negativi è scesa al 61 per cento, dal 70 nel sondaggio precedente.
Quanto al numero di compravendite, nel secondo trimestre del 2009 la quota di operatori che hanno venduto almeno un immobile si è mantenuta intorno al 65 per cento, registrando valori superiori nelle regioni del Nord Est (70,7 per cento). Il numero totale di compravendite effettuate tramite intermediazione rimane pressoché stabile, intorno a 137 mila unità, pur con un aumento della variabilità tra singoli agenti.
Con riferimento al trimestre in corso, gli agenti continuano a segnalare condizioni di relativa stabilità del proprio mercato di riferimento: dopo il forte miglioramento segnalato nel precedente sondaggio, rispetto al grave pessimismo della fine della scorso anno, il saldo tra giudizi “sfavorevoli” e “favorevoli” è peggiorato (-22,6 punti percentuali, da -6,9), a conferma del perdurante stato di incertezza del comparto. Il risultato potrebbe risentire delle attese sul numero di nuovi incarichi a vendere, per il quale il saldo tra le risposte in aumento e in diminuzione è diventato lievemente negativo (-0,8 punti percentuali), dopo essere stato ampiamente positivo nel sondaggio precedente (11,8 punti). Sono rimaste pressoché immutate le attese sui prezzi di vendita, che dovrebbero rimanere invariati per la metà degli agenti e ridursi per una quota poco inferiore. In tutte le ripartizioni geografiche eccetto il Centro, le attese di riduzione dei prezzi si confermano più marcate nelle aree urbane, interessando il 60 e il 55 per cento degli operatori nelle regioni del Nord Est e in quelle del Sud e Isole, rispettivamente.
Quanto alle prospettive del mercato nazionale, il saldo negativo tra attese di peggioramento e di miglioramento a tre mesi è stato pari a 35 punti percentuali: il divario appare quindi più marcato rispetto al sondaggio precedente (-21 punti). Anche in questo caso il dato si confronta con il pesante pessimismo nello scorcio del 2008 (-56,2 punti; Tavola 10). Le valutazioni della situazione generale si confermano positive nel medio termine (due anni), seppure con uno scarto più contenuto tra le risposte di miglioramento e peggioramento (36,9 punti percentuali, contro 53,2 del primo trimestre).

Fonte: Repubblica.it

http://finanza.repubblica.it/News_Dettaglio.aspx?del=20090914&fonte=TLB&codnews=679

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Pubblicato il 14 settembre 2009 su Immobiliare. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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