Il sorpasso delle seconde case più acquisti all’estero che in Italia

ROMA – La crisi non ha risparmiato il mercato delle seconde case. Le difficoltà economiche delle famiglie italiane penalizzano gli acquisti. Quelli che possono ancora permetterselo, invece, vanno all’estero. Così le compravendite di immobili in territorio straniero mettono la freccia rispetto a quelle nei confini nazionali. Merito del calo dei prezzi delle case in molti Paesi e del rafforzamento dell’euro verso monete come dollaro e sterlina. Ecco quindi materializzarsi un sorpasso impensabile fino a qualche anno fa. Secondo i dati di Scenari immobiliari lo shopping del mattone oltre frontiera dovrebbe attestarsi a quota 35mila unità con un incremento rispetto al 2008 del 19%. Mentre le case al mare o in montagne acquistate in Italia dovrebbero risultare pari a 33.500 con una flessione del 9%.
Una conferma viene dagli Stati Uniti. Nel 2004 gli italiani hanno acquistato 1.160 case, quest’anno dovrebbero concludere 9.100 compravendite. “Le difficoltà economiche – spiega Mario Breglia, presidente di Scenari immobiliari – hanno modificato l’atteggiamento dei connazionali che acquistano case all’estero: sono diventati sempre più prudenti e selettivi”.
Il compratore di una seconda casa non punta all’investimento ma cerca, ad esempio, un immobile con giardino o con bella vista sul mare. In un’isola greca, si può acquistare un fabbricato con queste caratteristiche con poco più di 100mila euro. Lo stesso vale per la montagna. Chi vuole una baita o un casolare in pietra nelle migliori località italiane deve sborsare almeno 10mila euro al metro quadrato. In Francia o in Austria, si paga il 30-40% in meno e questi edifici si trovano più facilmente. Non è, quindi, solo il prezzo competitivo a spiegare il sorpasso ma anche l’offerta di prodotti immobiliari adeguati.
Ci sono, infine, altre ragioni. In Italia, a causa della crisi, nell’ultimo biennio le nuove costruzioni sono sensibilmente diminuite così come gli interventi di recupero delle strutture già esistenti. In pratica, si è ridotta l’offerta di immobili di buon livello. Comunque il rallentamento del comparto della seconda casa è risultato meno forte rispetto a quello degli immobili residenziali nelle grandi città. Questo perché si sceglie un taglio medio-piccolo e si sostiene, pertanto, un costo più abbordabile. Nel 2009, le compravendite di case al mare dovrebbero registrare una flessione del 10-12% con i prezzi in calo del 3-5%, mentre gli affari conclusi nelle località montane dovrebbero evidenziare un calo nell’ordine dell’8-10% con prezzi sostanzialmente stabili.
La crisi economica globale ha frenato anche le compravendite in Italia da parte di stranieri. Secondo Scenari immobiliari, si dovrebbe registrare un calo nell’ordine del 6,2% passando dalle 3.200 del 2008 alle 3.000 di quest’anno. Stabile la domanda inglese (diretta in particolare in Umbria e in Puglia) e quella svizzera. In aumento quella proveniente dagli Stati Uniti e dalla Germania. I tedeschi si rivolgono al mercato tradizionale del mare (riviera romagnola) e dei laghi (Garda). Dimezzate, invece, le richieste degli acquirenti russi. Sempre Scenari immobiliari segnala che, mediamente, lo straniero che acquista in Italia ha un budget di 370mila euro, che può arrivare anche a oltre un milione. Spesso, infatti, vengono acquistati casolari o immobili da ristrutturare. L’acquisto, così, è solo la prima parte della spesa che poi può anche raddoppiare.

La crisi frena il mercato immobiliare, ma tira quello oltreconfine. Calo del 9% per edifici al mare e in montagna nel nostro Paese. In aumento del 19% rispetto al 2008 lo shopping del mattone in territorio straniero.

ROMA – La crisi non ha risparmiato il mercato delle seconde case. Le difficoltà economiche delle famiglie italiane penalizzano gli acquisti. Quelli che possono ancora permetterselo, invece, vanno all’estero. Così le compravendite di immobili in territorio straniero mettono la freccia rispetto a quelle nei confini nazionali. Merito del calo dei prezzi delle case in molti Paesi e del rafforzamento dell’euro verso monete come dollaro e sterlina. Ecco quindi materializzarsi un sorpasso impensabile fino a qualche anno fa. Secondo i dati di Scenari immobiliari lo shopping del mattone oltre frontiera dovrebbe attestarsi a quota 35mila unità con un incremento rispetto al 2008 del 19%. Mentre le case al mare o in montagne acquistate in Italia dovrebbero risultare pari a 33.500 con una flessione del 9%.

Una conferma viene dagli Stati Uniti. Nel 2004 gli italiani hanno acquistato 1.160 case, quest’anno dovrebbero concludere 9.100 compravendite. “Le difficoltà economiche – spiega Mario Breglia, presidente di Scenari immobiliari – hanno modificato l’atteggiamento dei connazionali che acquistano case all’estero: sono diventati sempre più prudenti e selettivi”.

Il compratore di una seconda casa non punta all’investimento ma cerca, ad esempio, un immobile con giardino o con bella vista sul mare. In un’isola greca, si può acquistare un fabbricato con queste caratteristiche con poco più di 100mila euro. Lo stesso vale per la montagna. Chi vuole una baita o un casolare in pietra nelle migliori località italiane deve sborsare almeno 10mila euro al metro quadrato. In Francia o in Austria, si paga il 30-40% in meno e questi edifici si trovano più facilmente. Non è, quindi, solo il prezzo competitivo a spiegare il sorpasso ma anche l’offerta di prodotti immobiliari adeguati.

Ci sono, infine, altre ragioni. In Italia, a causa della crisi, nell’ultimo biennio le nuove costruzioni sono sensibilmente diminuite così come gli interventi di recupero delle strutture già esistenti. In pratica, si è ridotta l’offerta di immobili di buon livello. Comunque il rallentamento del comparto della seconda casa è risultato meno forte rispetto a quello degli immobili residenziali nelle grandi città. Questo perché si sceglie un taglio medio-piccolo e si sostiene, pertanto, un costo più abbordabile. Nel 2009, le compravendite di case al mare dovrebbero registrare una flessione del 10-12% con i prezzi in calo del 3-5%, mentre gli affari conclusi nelle località montane dovrebbero evidenziare un calo nell’ordine dell’8-10% con prezzi sostanzialmente stabili.

La crisi economica globale ha frenato anche le compravendite in Italia da parte di stranieri. Secondo Scenari immobiliari, si dovrebbe registrare un calo nell’ordine del 6,2% passando dalle 3.200 del 2008 alle 3.000 di quest’anno. Stabile la domanda inglese (diretta in particolare in Umbria e in Puglia) e quella svizzera. In aumento quella proveniente dagli Stati Uniti e dalla Germania. I tedeschi si rivolgono al mercato tradizionale del mare (riviera romagnola) e dei laghi (Garda). Dimezzate, invece, le richieste degli acquirenti russi. Sempre Scenari immobiliari segnala che, mediamente, lo straniero che acquista in Italia ha un budget di 370mila euro, che può arrivare anche a oltre un milione. Spesso, infatti, vengono acquistati casolari o immobili da ristrutturare. L’acquisto, così, è solo la prima parte della spesa che poi può anche raddoppiare.

Fonte: Repubblica.it

http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/economia/mercato-immobiliare/mercato-immobiliare/mercato-immobiliare.html

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Pubblicato il 24 agosto 2009, in Immobiliare con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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