Non solo Zunino. Tempi duri per gli immobiliaristi

MILANO – Tempi duri per gli immobiliaristi. Lo sgonfiamento della bolla immobiliare, come uno degli effetti negativi della crisi che da due anni investe tutte le economie mondiali, mette a dura prova un business che vive praticamente di due aspetti: il valore degli immobili e il livello dei debiti a questi correlati. È così che, anche in Italia, il rallentamento delle quotazioni di case e palazzi, unito alle difficoltà a vendere cespiti per onorare i debiti e i loro interessi, porta sempre più gli operatori e le loro banche di riferimento a piani di ristrutturazione del patrimonio.

Il caso sotto i riflettori è quello di Risanamento, dopo l’istanza di fallimento chiesta settimana scorsa dalla magistratura milanese, e che sarà discussa mercoledì. I contorni del piano di riassetto si fanno più nitidi: le banche dovrebbero sottoscrivere un aumento di capitale da 250 milioni, 100 in contanti, il resto convertendo crediti; in tal modo Luigi Zunino si diluirà dal 73% al 20%. Le speranze di mantenere in bonis il gruppo hanno spinto il suo titolo (+4,8%), reduce da sedute da crepacuore.

Ma Zunino non è l’unico immobiliarista a dovere affrontare criticità. Oggi Consob ha rilasciato l’autorizzazione al prospetto della ricapitalizzazione di Aedes da 150 milioni, con diritti negoziabili tra il 27 luglio e il 12 agosto. Operazione di sopravvivenza, e molto travagliata, tanto più che l’azionista Amenduni e gli altri soci forti si sono impegnati a sottoscrivere solo circa metà dei titoli, mentre un composito consorzio bancario si è fatto carico di garantire i restanti 67 milioni. Il nulla osta dell’autorità di mercato ha messo le ali al titolo Aedes (+14,35%).

E oggi è stata una giornata positiva anche per Gabetti property solutions. È infatti passato in giudicato il decreto di omologazione dell’accordo di ristrutturazione dei debiti sottoscritto tre mesi fa tra la società immobiliare, altre affiliate e le rispettive banche creditrici. L’operazione prevede il riscadenziamento dei debiti, la riduzione dei tassi di interesse, il rinvio del loro pagamento e la conversione in capitale di una parte delle spettanze delle banche. Il titolo, dopo un andamento ondivago, ha chiuso in calo del 2,45%.

Autore: Andrea Greco

Fonte: Repubblica.it

http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/economia/caso11/lu24/lu24.html


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Pubblicato il 25 luglio 2009, in Stampa Italiana con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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