Ancab-Cresme: cosa attendersi dal mercato immobiliare fino al 2012

Le ultime previsioni sull’andamento dell’immobiliare provengono dal IV Rapporto Ancab Cresme sul mercato della casa in Italia, presentando una dinamica articolata in crisi-ripresa-frenata per il periodo 2009-2012. Negativo il giudizio per tutto il 2009, anno in cui – secondo i dati – saranno compravendute 695mila abitazioni rispetto a 1milione e 44mila del 2006, un netto calo che allinea il mercato ai dati registrati nel ’97, quando le compravendite toccarono le 665 mila unità.  Altro segno negativo è rappresentato dalla frenata dei prezzi, destinati a calare del 9%. Una flessione del mercato alla cui base il rapporto individua la forte contrazione della domanda da parte delle famiglie e la difficoltà di vendere la propria casa per acquistarne un’altra.

Ciò che è singolare nelle conclusioni del Rapporto presentato a Roma nei giorni scorsi da Lorenzo Bellicini, direttore del Cresme, nel corso dell’Assemblea nazionale delle cooperative di abitanti aderenti alla Legacoop, è che la situazione non potrà migliorare facilmente nemmeno in presenza delle iniziative a favore dell’edilizia. Infatti, le stime prevedono che se solo il 12% degli aventi diritto utilizzasse la possibilità di ampliamento dei fabbricati residenziali mono/bifamiliari, sarebbero messi in moto 61miliardi di euro per 153milioni di metri cubi e attivando 765mila occupati diretti e 265mila indiretti. La manovra di sostegno dell’edilizia “che si sta completando in forme diverse attraverso le leggi regionali mostra un eccezionale potenziale di impatto sulla filiera delle costruzioni e sul mercato immobiliare. Nel primo caso si tratta di una azione che agisce sulla filiera dei medio piccoli interventi, investendo le piccole imprese, le industrie produttrici di materiali, i distributori di materiali e i progettisti”. L’effetto, conclude il rapporto, sarebbe un rilancio eccezionale per il 2010-2011 e un’ulteriore frenata immobiliare nel 2012.

Tuttavia l’intervento avrebbe un effetto importante sul mercato immobiliare e sulla domanda primaria. Ipotizzando che il 30% del 12% di aventi diritto utilizzasse la possibilità di realizzare un miniappartamento di 50/70 mq, invece delle semplici 2 stanze, si immetterebbero sul mercato 346 mila abitazioni che messe in relazione con la frenata delle compravendite contribuirebbero al deperimento, pur parziale, del mercato immobiliare, rimandandone la ripresa.

Altro aspetto positivo consiste nel fatto che il Piano Casa per l’edilizia sociale, che stanzia una prima tranche di 350 milioni di euro, introduce sul mercato un modello di intervento innovativo, “basato su strette partnership di interventi pubblici e interventi privati che possono dare il via ad una nuova stagione in termini di risposta ai fabbisogni abitativi, in particolare per la fascia di famiglie che sta affrontando con maggiore difficoltà la crisi”.
La ricerca mette in evidenza, inoltre, la ‘riconfigurazione della domanda”, ovvero una mutata considerazioni dei principali criteri che orientano la scelta nell’acquisto della casa, dove adesso primeggia al primo posto la qualità ambientale. Per il 15,3% dei nuovi acquirenti risulta più importante avere una casa indipendente con giardino, mentre il 14,5% delle famiglie punta all’ampiezza, seguita dal pregio della zona e dalla vicinanza al centro. La crisi, conclude lo studio Ancab-Cresme, disegna un nuovo scenario: insieme alla riduzione del mercato si profila un profonda riconfigurazione della domanda a cui deve seguire una profonda riconfigurazione dell’offerta.

 

Fonte: EdilOne.it

http://www.edilone.it/Ancab-Cresme-cosa-attendersi-dal-mercato-immobiliare-fino-al-0-_attualita__x_2919.html

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Pubblicato il 2 luglio 2009, in Stampa Italiana con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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